Proprieta'     Estratto da   La coltura del mirtillo gigante

Regione Piemonte Dipartimento di Agricoltura
Giancarlo Bounous, Gabriele Beccaro - Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di
Torino giancarlo.bounous@unito.it
Michele Baudino, Roberto Giordano - CReSO, Consorzio Ricerca Sperimentazione e Divulgazione
per l’Ortofrutticoltura Piemontese - Cuneo 
......I frutti, derivando da una coltura che, soprattutto nelle zone maggiormente vocate, rispetta
pienamente i canoni dell’agricoltura biologica, rispondono alle moderne esigenze dei
consumatori, sempre più orientati verso cibi naturali e genuini.
Al mirtillo gigante si possono inoltre attribuire molte delle proprietà fitoterapiche del V.
myrtillus: le preparazioni a base di frutti (che contengono tannini, pectine, acido citrico, malico,
tartarico, benzoico, idrochinone) sono efficaci antiossidanti. La capacità antiossidante del mirtillo,
misurata con il metodo ORAC, è la più elevata tra tutti i frutti e le verdure fresche, anche se è stata
osservata una certa variabilità tra le diverse varietà e in relazione allo stadio di maturazione (Prior
et al., 1998). L’attivita “scavenger” (letteralmente “spazzino”) posseduta dai tannini, dagli acidi
ferulici, e dai derivati flavonoici e antocianici è in grado di eliminare l’anione perossido, ritenuto
causa di danni da ischemia-riperfusione, processi di infiammazione cronici, tumori, sclerosi
multipla, diabete, giocando un ruolo importante nella prevenzione di tali malattie (Albasini, 1991).
Le bacche contengono importanti fattori con azione protettiva sul sistema circolatorio e microcapillare,
sono impiegate come ipoglicemizzanti o per curare arteriosclerosi, iperazotemia,
fragilità capillare, retinopatie, disturbi circolatori, epatopatie, infezioni urinarie.
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http://www.regione.piemonte.it/agri/ita/agriservice/ricerca/piccolifrutti/dwd/art_02.pdf

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